Immaginazione o realtà? Utilizzo efficace della visualizzazione

da | 25 Feb 2020 | Abitudini, Produttività, Sviluppo personale

Sei in riva al mare, stai guardando l’orizzonte mentre il sole tramonta e colora di rosa/arancio tutte le piccole nubi all’orizzonte in un cielo un po’ velato. I colori ti sembrano surreali, come se fossero opera di un pittore. Il mare riflette i colori del cielo e ti portano una calma insieme ad una meraviglia che ti riempie il cuore. Senti il venticello che ti rinfresca la pelle accaldata dal sole che fino a poco fa scottava. Inspiri forte e senti il profumo del mare. Intorno a te ci sono degli uccellini che volano e cinguettano posandosi sulle foglie degli alberi e tu siedi a terra, sulla sabbia calda e soffice.
Stai immaginando questa realtà? Sei riuscita a viverla come se fossi stata là? Se sì è quello che ti può capitare quando leggi un libro e ancor più facile quando guardi un film. Non è la realtà, non stai vivendo tu quella situazione, eppure la vivi provando le emozioni che ti trasmette: un film horror ti trasmetterà paura, terrore, un film romantico amore, ecc.. Perché il nostro cervello non distingue un fatto reale da uno vividamente immaginato.

Stessa cosa succede con i pensieri che fai: i tuoi pensieri diventano emozioni e poi diventano azioni, ci avevi mai pensato? Per esempio quando ripensi ad una conversazione avuta con una persona, se ti convinci che ti ha offeso facendo una battuta proverai emozioni negative come la rabbia, se invece penserai che stava facendo una battuta spiritosa ti scapperà un sorriso. Se ripensi ad un evento passato positivo, magari una bella giornata passata con le persone care, rivivrai emozioni positive, così come se ti mettessi a pensare ad un appuntamento che stai organizzando con la persona amata che ancora non si è verificato. Quindi che pensiamo a qualcosa che non ci è (ancora) capitato o che ci è capitato nel passato o che vorremmo o pensiamo possa capitare nel futuro, se immaginiamo vividamente quella situazione il nostro cervello da quelle immagini crea delle emozioni, degli stati d’animo, delle sensazioni.

Il nostro cervello ha veramente questo potere di farci provare delle emozioni senza farci vivere veramente quell’evento? Sì, è così. Se allora noi riusciamo a creare delle emozioni perché non crearne solo di positive?

E non solo: il cervello ha anche il potere di creare delle azioni e di prepararci a degli eventi futuri, sempre attraverso la visualizzazione. Allora perché non usare questa nostra capacità per sviluppare il nostro potenziale?

Lo strumento della visualizzazione ci aiuta in questo e ci permette di ottenere dei risultati impressionanti. Vediamo allora a cosa serve creare delle immagini con la mente, vediamo gli usi della visualizzazione:

  • Rispetto al passato la visualizzazione ci aiuta a dare un nuovo significato agli eventi vissuti, aiutandoci ad accoglierli con obiettività e senza le forti emozioni che abbiamo vissuto mentre eravamo attori principali di quell’evento; si parte da qui e poi ci sono diverse tecniche che ci permettono di ridurre il carico emotivo e ridimensionare l’evento.
  • Sempre rispetto agli eventi passati però possiamo anche voler mantenere le emozioni provate e magari riprovarle perché per esempio ci hanno caricato a mille come la realizzazione di un progetto, l’aver concluso una gara sportiva difficile, ecc.; qui è interessante come si possa creare un ancoraggio con queste emozioni positive, con l’evento vissuto nel passato, da utilizzare per riportare alla mente quelle emozioni e riprovarle grazie alla visualizzazione.
  • Se rileggi e visualizzi il testo all’inizio dell’articolo quando sei in ansia o quando vuoi prenderti una pausa da un lavoro stressante, quella visualizzazione ti aiuterà a rilassarti e a cambiare lo stato emotivo; così certe visualizzazioni create appositamente per ogni esigenza ci possono aiutare a cambiare stato emotivo eliminando lo stress, l’ansia, i carichi negativi (utili ad esempio prima di parlare in pubblico, prima di una gara, dopo un evento intenso, dopo una discussione, per dormire tranquilli, ecc.).
  • Allo stesso modo del punto precedente possiamo visualizzare per creare delle emozioni specifiche e cambiare l’umore (voglio trovare la determinazione, voglio essere più tranquilla, voglio essere più positiva, voglio credere più in me stessa, ecc.).
  • Spesso viene utilizzata la visualizzazione per aiutare le nostre prestazioni mentali come nella memorizzazione di dati, parole, numeri (uno su tutti ricordarsi un numero di telefono vedendolo digitato sulla tastiera); come nella concentrazione e nella focalizzazione, potenziando di molto la nostra capacità di non farci distrarre e rimanere centrati su chi si è e su cosa si sta facendo.
  • Per continuare l’elenco della capacità che la visualizzazione può sviluppare è molto utile per la nostra creatività, per trovare nuove idee, per contattare la nostra parte profonda, per aiutarci a prendere una decisione e per tanto altro ancora.
  • La visualizzazione serve anche per eliminare le nostre convinzioni limitanti e crearne di potenzianti (non penso di essere capace, non ce la farò mai, sono troppo… per…, ecc.).
  • Collegato al punto precedente è molto interessante anche l’uso che se ne fa per eliminare le paure.
  • Nello sport come allenamento mentale aiuta ad imparare un movimento nuovo o da correggere (immaginarsi mentre si compie quel movimento come per esempio un tiro a canestro usando bene il polso) e quindi anche come allenamento del movimento (immagino che tiro a canestro sviluppando la mia capacità di fare canestro) e poi anche come allenamento fisico vero e proprio (immagino di correre e sento tutto lo sforzo muscolare, il respiro che cambia, il battito del cuore che accelera, ecc.).
  • Dal punto precedente la visualizzazione è stata utilizzata con grandissimi risultati per migliorare la ripresa dopo infortuni e quindi per migliorare le proprie condizioni di salute come ci hanno raccontato Milton Erickson che ha usato la visualizzazione su di sé da piccolo e poi con migliaia di pazienti che ha avuto in cura come psichiatra e di Joe Dispenza, che ha usato la visualizzazione per guarire da un terribile incidente alla schiena e di come stia tutt’ora facendo delle ricerche sulle straordinarie capacità del cervello di creare nuovi sinapsi e nuovi neuroni grazie alla visualizzazione e alla meditazione.
  • E poi sì, la visualizzazione aiuta il cambiamento: quindi ci prepara ad affrontare delle situazioni nuove, aiutandoci per esempio ad abituarci ai cambiamenti oppure anche ad analizzare la situazione pensando a tutto quello di positivo può capitarci se prendiamo quella strada ed anche tutto quello di negativo che può succederci così da prepararci e trovare un piano B. Quest’ultima funzione la utilizzavo molto nello sport immaginandomi i problemi della partita che stavo per affrontare e poi immaginavo che li risolvevo. Non immaginavo che andasse tutto bene anzi, mi preparavo per ogni evenienza, ed ero pronta perché sapevo quale strumento usare in ognuno di questi casi semmai si fossero verificati. Quindi sviluppa anche la nostra capacità di problem solving.

Tutti queste funzioni sono state testate e la loro validità è stata dimostrata. Io le uso costantemente su di me e sui miei clienti da più di 20 anni, soprattutto nello sport ma non solo. Per esempio utilizzo una tecnica di visualizzazione anche per aiutare le persone a comprendere come risolvere certe situazioni e come trovare le proprie risorse dentro di sé.


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Io adoro sia la meditazione, sia la meditazione guidata, sia le visualizzazioni, in quanto strumenti meravigliosi di crescita e sviluppo personale. Per questo ho creato degli incontri gratuiti per praticare delle visualizzazioni creative e delle meditazioni guidate.

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Sviluppare la nostra capacità di immaginazione ci permette di lavorare quindi su tutti questi aspetti. Se lo fai bene. Sì perché bisogna saperlo fare e bisogna farlo bene.

Come si visualizza?

Intanto ti dico che visualizziamo sempre, i nostri pensieri sono immagini ed emozioni, e questa visualizzazione è spontanea e sorge senza che noi ci pensiamo. Quando arriva possiamo consapevolmente fermarci, se non è positiva, e ristrutturarla subito.

Altrimenti possiamo lavorare sulle visualizzazioni volontarie, ovvero crearci degli spazi, durante la giornata, per visualizzare quello che decidiamo noi.

Scegli quindi un posto dove sai che nessuno ti disturberà, togli tutte le fonti di disturbo (telefoni, orologi, cinture strette, ecc.), avvisa le altre persone di non disturbarti, trova un posto comodo e siediti (non distenderti perché potresti addormentarti e perderti i benefici di questa pratica). Chiudi gli occhi, concentra la tua attenzione sul respiro e cerca di rilassarti. Poi introduci la visualizzazione creata da te o una guidata da un audio registrato.

Non visualizzare mentre stai facendo altro (soprattutto alla guida!), se non lo fai bene non otterrai i risultati sperati.

Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione.
Henry Ford

Se non ci credi e visualizzi pensando che non succederà nulla, credimi, non succederà nulla! Il classico effetto Pigmalione o profezia auto-avverante. Quindi se vuoi che abbia effetto ci devi credere perché se non ci credi una parte di te farà l’esercizio mentre un’altra dirà che non serve a nulla, credi possa funzionare?

Non pensare solo all’obiettivo futuro, pensa a tutto il processo. In un esperimento chi visualizzava le azioni da fare per raggiungere l’obiettivo aveva successo, chi visualizzava solo il risultato finale no, perché pensando di poterlo raggiungere si rilassavano e non agivano (tipo pensa che sei ricca e puf succede).

Come nello sport non basta sapere come si fa quel movimento bisogna anche allenare muscoli e cervello per farlo sempre meglio ed in modo sempre più performante, la visualizzazione è uno strumento che sviluppa il cervello, che va allenato, quindi va fatto tutti i giorni, a seconda dell’obiettivo, non una volta ogni tanto all’occorrenza (o meglio certe visualizzazioni sì, tipo quelle che servono poco prima di parlare in pubblico, solo se abbiamo praticità nell’utilizzo dello strumento perché ci esercitiamo giornalmente).



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