Al posto giusto
Meno attriti, più risultati
Ruoli chiari, decisioni che non si fermano, persone che si prendono la propria responsabilità.
Situazioni che in azienda si riconoscono
Non sono mancanze di competenza. Sono scene che molti imprenditori e responsabili hanno visto almeno una volta.
- Il passaggio generazionale che non è mai avvenuto davvero. Il figlio decide, ma fornitori e dipendenti continuano a chiamare il padre. Il padre dice di essersi fatto da parte e intanto firma tutto.
- La riunione in cui tutti sanno chi dovrebbe decidere e nessuno lo dice. Si chiude con «ci aggiorniamo», e la settimana dopo si riparte dallo stesso punto.
- Il collega promosso sopra gli altri. Ieri prendeva il caffè con loro, oggi deve assegnare i turni e dire di no. Lo fa troppo duro o non lo fa.
- Il caporeparto che fa al posto degli altri. Invece di organizzare il lavoro lo fa lui, quindi lavora più di tutti, è sempre nervoso e si irrita per niente. Intanto la squadra si abitua ad aspettare che faccia lui.
- Il conflitto che dura da anni. Due reparti, due soci o due fratelli che si evitano per un fatto di cui ormai ricordano a malapena l’origine, e che condiziona ogni decisione comune.
In tutti questi casi si sa già cosa sarebbe giusto fare. Quello che manca è ciò che permette di farlo.
Che cosa faccio di diverso
Quello che propongo non si ferma ai corsi tradizionali di comunicazione, leadership o gestione delle riunioni, che conosco e insegno da quasi trent’anni. Parte dal punto in cui la persona incontra il ruolo, e per farlo uso un insieme ampio di strumenti, frutto di anni di lavoro e di studio anche come allieva. Ce ne sono tre che in azienda si vedono raramente.
- Guardare l’organizzazione come un sistema. Chi è arrivato prima, chi ha quale ruolo, che cosa si dà e che cosa si riceve. Molte tensioni nei gruppi nascono da posti non riconosciuti: il fondatore che non ha passato il testimone, chi è stato scavalcato, chi ha più di quanto sente di meritare.
- Partire dalla propria responsabilità. Smettere di aspettare che l’altro cambi e chiedersi che cosa posso fare io, in questa situazione. Comprende le emozioni che danneggiano le relazioni al lavoro, come rabbia, invidia, gelosia, frustrazione, senso di ingiustizia o di sottomissione: consumano energia e distorcono le decisioni.
- Riconoscere gli automatismi e allenare alternative. Come reagisco quando mi contraddicono, quando devo dire di no, quando sbaglia qualcuno di cui mi fido. Si osserva, si prova un comportamento diverso, si verifica che cosa cambia.
Sono strumenti che uso da anni con le persone. Le aziende sono fatte di persone, e quando cambia il modo in cui ciascuno decide e si relaziona, cambia quello che succede nel gruppo.
Un percorso in cinque fasi
- Riconoscere. Vedere che cosa succede davvero: comportamenti, abitudini, reazioni che si ripetono.
- Accogliere. Prendere atto della propria parte e assumersene la responsabilità. Non significa rassegnarsi: significa smettere di aspettare che cambi qualcun altro.
- Trasformare. Sostituire le convinzioni che frenano con altre che sostengono, e le abitudini che si ripetono a vuoto con altre che portano risultati.
- Agire. Mettere in pratica i nuovi comportamenti in situazioni reali: una conversazione difficile, una decisione rimandata, un confine da fissare.
- Evolvere. Verificare che cosa è cambiato, correggere, consolidare.
Non è una sequenza chiusa. Ogni verifica può riportare alla prima fase, e va bene così.
A chi si rivolge
- Imprenditori e titolari d’azienda.
- Aziende familiari.
- Manager, dirigenti e responsabili di reparto.
- Team e gruppi di lavoro.
- Collaboratori e dipendenti, a ogni livello.
La leadership non riguarda solo chi ha un ruolo di comando. Riguarda anche il modo in cui ciascuno gestisce sé stesso, si prende le proprie responsabilità e contribuisce alle relazioni nel gruppo.
Per le aziende
Ogni percorso è cucito su misura sulla vostra azienda: si parte da un colloquio per capire insieme di che cosa ha bisogno e quale formula è più adatta. Come riferimento, queste sono le tre formule da cui costruirlo:
- Una giornata introduttiva, per conoscere l’approccio e lavorare sulle situazioni reali del gruppo.
- Cinque incontri, uno per ciascuna fase del percorso.
- Un percorso più ampio, con moduli dedicati alle diverse fasi e il tempo necessario per sperimentare e consolidare.
Non sono pacchetti: contenuti, durata e condizioni si definiscono insieme dopo il colloquio, sulle vostre persone e sulle vostre situazioni.
Per le associazioni di categoria
Un incontro per i vostri soci. Una serata di circa due ore, aperta a tutte le aziende associate: un’introduzione ai temi, un lavoro pratico di ciascuno su una situazione reale della propria azienda, tempo per le domande. È il modo più semplice per capire se questo approccio serve alle vostre imprese.
Sono disponibili anche altre formule, da concordare con voi:
- Serata per i soci, circa 2 ore, in presenza.
- Mezza giornata, per un lavoro più approfondito sui temi che i soci sentono di più.
- Webinar, per raggiungere anche i soci che non possono spostarsi.
- Percorsi dedicati per un gruppo di aziende associate, da definire con voi.
Formato, durata e condizioni li definiamo insieme, in base a come siete abituati a lavorare e a ciò che chiedono i vostri associati.
Chi sono
Sono Alessandra Agosto, formatrice e consulente dal 1998. Mi sono laureata in Organizzazione Aziendale all’Università di Trieste con una tesi sulla leadership, e da allora lavoro con aziende ed enti su comunicazione, assertività, leadership, motivazione e crescita dei gruppi.
Negli anni ho svolto progetti di consulenza e formazione presso banche del Friuli Venezia Giulia, l’Aeroporto FVG, C*Blade, Imel, Orienta Partners, aziende manifatturiere e di servizi, l’Area di Ricerca di Trieste, la Regione FVG, il Consiglio Regionale, Insiel, diversi Comuni, diverse Ascom del Friuli Venezia Giulia, l’Associazione Amici Geometri di Gorizia e Formindustria FVG.
Il mio lavoro ha anche una parte che nasce fuori dall’aula, nel mondo arbitrale. Nell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) sono stata Assistente Arbitrale a livello nazionale (Commissione Arbitri Nazionale Dilettanti maschile e Serie A femminile), la prima donna ad arbitrare Beach Soccer nell’AIA e la prima donna a far parte dell’Organo Tecnico nazionale del Beach Soccer, per otto stagioni estive.
Dal 2004 sono formatrice nel Settore Tecnico AIA. Ho tenuto centinaia di incontri di formazione su comunicazione e lavoro di gruppo, tra cui un incontro per gli Arbitri di Serie A e B su invito di Pierluigi Collina, allora responsabile delle designazioni, circa 200 Arbitri, Assistenti e Osservatori di Serie C e numerosi Comitati Regionali in tutta Italia. Ho seguito con mental training e lavoro di gruppo gli Arbitri di Beach Soccer della FIFA (Fédération Internationale de Football Association) alle qualificazioni europee ai Mondiali, a Jesolo nel 2016 e a Cadice (SPA) nel 2024.
So che cosa significa decidere sotto pressione, assumersene la responsabilità e preparare altri a farlo. È ciò che porto nei percorsi con le aziende.
Accanto alla formazione aziendale do da anni molta importanza allo sviluppo personale: consapevolezza, meditazione, strumenti lenti ma profondi, che chiedono tempo e continuità. Li studio e li pratico, e li porto nel lavoro con le persone.
Parliamone
Ogni organizzazione ha la sua storia, le sue dinamiche e i suoi obiettivi. Possiamo partire da un confronto per capire che cosa serve alle vostre persone e quale formato è più adatto a voi.
Scrivimi a info@alessandraagosto.it o chiamami al 320.7934330.