Multitasking? No, grazie.

Hai presente la lista delle cose da fare? Ti è mai capitato di averne una quasi infinita di cose tutte urgenti e importanti? Ed è capitato anche a te di pensare a come accorparle facendone due o tre insieme così per recuperare questo tempo che sembra correre all’impazzata e non bastare mai?

Anni fa, studiando il time management, avevo cominciato a dedicarmi a più cose contemporaneamente per “recuperare” del tempo prezioso: mentre mangiavo potevo guardare il TG e leggere le mail, mentre guidavo potevo parlare al telefono, oppure potevo portare avanti più progetti insieme (anche perché quella volta lavoravo su molti progetti contemporaneamente e quindi “dovevo” riuscirci). Mi rendevo conto di non essere molto efficace ma cercavo di sforzarmi perché così si doveva fare se si voleva veramente sfruttare al massimo il tempo.

Non mi sono mai realmente riuscita a concentrare su più progetti complessi contemporaneamente, per quanto dicano che noi donne possiamo fare più cose insieme e ce ne vantiamo anche, riuscivo ad essere veramente efficace solo quando mi concentravo su un progetto alla volta. E c’è stato anche un periodo in cui pensavo di avere qualche difetto io … prima di scoprire che avevo ragione.

C’è uno studio che ha dimostrato quanto poco funzioni il multitasking e come sia importante fare una cosa alla volta per farla bene. Ti faccio fare questo esperimento che ho letto nel libro di Jeff Sutherland: scrivi rilassata/o ma velocemente, i numeri arabi dall’1 al 10, i numeri romani da I a X e le lettere da A a L scrivendole in colonna in questo modo:

1 poi scrivi I poi scrivi A e vai a capo
2 poi scrivi II poi scrivi B e vai a capo

ecc.

così da avere:
1 I A
2 II B
3 III C

ecc.

Fallo e cronometrati, io c’ho messo 30 secondi.

Dopo aver fatto questo riscrivi le stesse cose ma scrivendo ogni serie dall’inizio alla fine, quindi prima tutti i numeri arabi in colonna, poi tutti i numeri romani in colonna ed infine tutte le lettere in colonna. Cronometrati e vedi quanto ci stai. Io c’ho messo 20”, un terzo del tempo in meno!!!

Cioè il multitasking è una fregata!

In particolare la nostra mente perde un sacco di tempo per chiudere mentalmente un progetto ed aprirne un altro, così che cominciare e finire un progetto prima di cominciarne un altro porta, alla fine di un periodo come un anno per esempio, a terminare più progetti che non cominciandone diversi contemporaneamente.

Gli studi di Gerald Weinberg lo spiegano molto bene: se una persona si dedica ad un progetto solo ha il 100% delle sue attenzioni su quel progetto. Se invece ne segue due perde circa il 20% del suo tempo per passare da un contesto ad un altro dedicando quindi solo il 40% del proprio tempo ad ogni progetto. Se ne segue 3 perderà circa il 40% del proprio tempo per passare da un contesto ad un altro dedicando quindi solo il 20% per ogni progetto e così via. Più aumentano i progetti più aumenta il tempo da investire per rifocalizzarsi sul progetto, perdendo di fatto notevole energia e tempo.

E che dire del parlare al telefono mentre si guida? Quando siamo concentrati in una conversazione (anche con il vivavoce) una buona parte del nostro cervello è focalizzata su quello che dobbiamo dire o su cosa l’altro ci dice, magari proviamo emozioni, magari stiamo discutendo. Anche se guidare è ormai diventata una nostra competenza inconscia (cioè possiamo farlo senza rendercene quasi conto, come camminare o respirare, tanto che alle volte ci perdiamo nei nostri pensieri senza accorgerci che siamo arrivati a casa, è capitato di sicuro anche a te, vero?) una parte del nostro cervello non è attenta sulla strada. Degli studi hanno rilevato che chi parla al telefono commette più incidenti proprio perché, anche se l’occhio guarda, il messaggio al cervello non arriva nei tempi giusti per compiere un’azione come frenare o sterzare.

Ma allora perché lo facciamo? David Sanbonmatsu, che ha condotto un lungo ed approfondito studio sul multitasking, dice che chi fa più cose insieme non le fa perché ne è capace ma perché non è capace di concentrarsi, si distrae facilmente e deve avere trovare altre cose da fare. Così ho fatto mente locale cercando tra i miei conoscenti qualche conferma. Avete mai provato a parlare con una persona che ama il multitasking? Fate caso a quanta attenzione vi dedica. Dopo un po’ che parlate incomincerà a spazientirsi, vi interromperà spesso magari con battutine, si guarderà intorno e se può si metterà a fare altro.

Visto che la mente non riesce a pensare due pensieri contemporaneamente, mentre siamo impegnati a fare qualcosa, ogni altra cosa che decidiamo di fare ci distoglie da quello che stavamo facendo prima. E noi non siamo veramente presenti in quello che stiamo facendo. Non viviamo il presente, non siamo focalizzati né concentrati.

Quindi non fare troppe cose insieme, rischi di fare tutto male e anche di sprecare un sacco di tempo, tempo che non ti restituirà nessuno.

Splendida giornata
Ale

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2 pensieri su “Multitasking? No, grazie.

  1. Elena

    Da patita e orgogliosa del multitasking, sto provando sulla mia pelle che non è la strategia vincente alla lunga. Pensavo fosse imputabile all’età ma mi rendo conto che non sono mai sul pezzo davvero. Articolo interessante quindi che casca proprio a punto.

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    1. Alessandra Agosto Autore articolo

      Grazie Elena!
      Ci hanno detto che “dovevamo” essere multitasking per rendere e ci abbiamo creduto. Ci credevo anch’io e ne andavo fiera. Ora possiamo riappropriarci del nostro tempo e vivere il qui ed ora 🙂

      Replica

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